Stazione #3 Sound in Space

Santa Maria della Scala, Siena

Sound in Space. Chigiana Radio Arte
Le Stazioni Contempoary Art è lieta di annunciare CHIGIANA radioarte SOUND IN SPACE un’incontro nuovo tra arte visiva, musica e radio arte.

Sound in Space – Chigiana Radio Arte è una sezione speciale del Chigiana International Festival & Summer Academy dedicata a Radio e Sound Art in collaborazione con inner room Siena. La sezione si articola in tre parti, compartecipativa, partecipativa ed espositiva, che agiscono autonomamente pur mantenendo lo stesso percorso concettuale, eludendo ogni centralità per ridefinire lo spazio attraverso il suono diffuso. Chigiana Radio Arte (CRA) web radio “compartecipativa“ interamente dedicata alla disciplina della radioarte che diffonde opere di radio e sound artisti via web con il format di un radiofestival. La radio è fruibile attraverso i siti web www.chigiana.it e www.radioarte.it ChigianaRadioArte Point punti di ascolto “partecipativi” della radio web sparsi in vari punti della città. Sound in Space, mostra sound e video art, -“espositiva”- nel percorso museale del Complesso Santa Maria della Scala con opere site specific degli artisti: Alvin Curran, MASBEDO, Daniele Puppi, Antonio Trimani. Il progetto è un concept artistico della serie RadioArte: “opere compartecipative” per la radio ideate da Federico Fusi e curate da inner room.

DANIELE PUPPI Fin dal suo esordio, tutti i suoi lavori sono cen- trati a scardinare, fuoriuscire dall’idea di Spazio che ancora si percepisce secondo le coordinate euclidee. Privilegiando la vide- oinstallazione ha manifestato una nuova at- titudine al mezzo enfatizzando radicalmente l’utilizzo del suono e della riconfigurazione visi- vo-architettonica.L’installazione video-sonora per “Sound in Space” ha l’intento di interagire con l’ambiente e la sua storia. Reliquie, spa- zi vuoti, muri di mattone… il lavoro vuole dare un suono ad ognuno di questi elementi cre- ando un’eco che si riverbera per gli spazi del sottosuolo. Il rumore di una storia centenaria espressa da una percussione corporea, ritmi- ca e ossea, che diventa spazio reale. Il corpo non come elemento iconografico ma come strumento produttore di suoni.

Daniele Puppi (Pordenone, 1970) Vive a Roma. Tra le sue recenti apparizioni ricordiamo: 2016- Troubleyn LABORATORIUM, Antwerp Belgium 2015– Gotham Prize, Italian Cultural Institute in New York. US 2014 INTERFERENCE – Mairie du 4ème. Paris, FR 2013 432 HERTZ, Cinema Rianimato e Dintorni – Australian experimental art foundation – Adelaide, AU 2013 HAPPY MOMS – MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo. Rome, IT 2010 FATICA n. 23 – Galleria Nazionale d’Arte Moderna – GNAM. Rome, IT 2008 FATICA n. 16 – HangarBicocca. Milan, IT

ANTONIO TRIMANI Quella proposta da Trimani è un’opera che dialoga pro- fondamente con la storia del Santa Maria della Scala. Una “ferita videosonora” nelle pareti dell’antico ospeda- le, che ci rimanda al concetto nuovo di ferita abitata al suo interno dal processo della me- tabolizzazione del dolore e della sua sublimazione. L’artista ci invita a non nasconde- re le proprie ferite sia personali che sociali, ma ad avere fiducia che possono essere sanate alla luce della verità rappresentata dall’implacabile luminosità del monitor. Una guarigione che non è fine a se stessa ma che può trasformare il ferito in un “guaritore ferito” il quale è in grado di farsi vicino a chi soffre senza senza il dolore delle proprie ferite ne con la paura di riceverne altre. Egli porta nella sua persona i segni del dolore non come una memoria incancrenita ma come dei passaggi per la vita aperti nella sua persona. Il suono è l’elemento che accompagna questo processo olistico nel suo trasformare lo spazio abitato della stessa ferita.

Antonio Trimani (Cosenza,1969) Vive a Sud di Roma. Si è formato lavorando per molti dei più rappresentativi artisti della scena internazionale. Peter Campus, Alvin Curran, Bill Viola e Fabrizio Plessi. Ha inoltre collaborato con Jacques Derrida a un progetto documentaristico. Ha partecipato alla 54 Biennale di Venezia (Padiglione Italia) alla Biennale Italia-Cina, a Beijing e più di recente alla 6° Moscow Biennale progetto speciale del National Centre for Contemporary Art (NCCA). A Siena ha tenuto la sua prima personale all’inner room.

ALVIN CURRAN Guardando la poetica e maggiormente al suo at- teggiamento creativo, consideriamo Curran come un coltivatore dei suoni. Infat- ti il suo approccio all’arte musicale e sonora è una ricerca di terreni fertili, di selezione di suoni come fos- sero semi da piantare, col- tivare e custodire. Questa considerazione può riman- dare al libro della Genesi ed all’incarico dato all’uomo da Dio. L’utilizzo dell’installazione site specific che Alvin Curran ha sperimento, tra i primi artisti sonori, fin dalla metà degli anni ’60 è definita dallo stesso au- tore come “una parola- ronzio del movimento artistico” che formalizza nello spazio ciò che lo stesso Curran afferma come dichiarazione di ricerca “dalla sala da concerto al World Wide Web, passando per cave, grotte, campi, in mezzo a fiumi e oceani, tutto il mondo è un teatro musicale per me. Proprio nella grotta dello strato geologico di Siena, Curran ambienta in una sorta di sala di concerto la Tuba Sonora per coltivare un suono nuovo che germoglia nello spazio. Quest’opera si pone in continuità interiore con la performance concerto che Curran ha eseguito nel 2015 in Piazza del Campo dove ha suonato in concerto con 4 bande musicali.

Alvin Curran (Providence, R I; USA 1938) (Providence ,R I; USA 1938)dopo gli studi si trasferisce a Roma, dove inizia una ricerca basata sulla registrazione di suoni concreti della quotidianità romana. Frequenta Franco Evangelisti, Giuseppe Chiari, e Giacinto Scelsi, Folkstudio e gli spettacoli del Beat ‘72. Nel 1966 Alvin Curran assieme a Frederic Rzewski, Allan Bryant e Richard Teitelbaum fondano il gruppo di free improvisation Musica Elettronica Viva. Nello stesso anno, entra in rapporto con la scena minimalista americana. Nel 1974 esce il suo primo disco solista dal titolo Canti E Vedute Del Giardino Magnetico. Che verrà ristampato con il titolo (Songs And Views From The Magnetic Garden) Catalyst Records[3]. Ha insegnato al Mills College in California fino al 2006 ed oggi insegna privatamente a Roma e sporadicamente in altri istituti. La sua attività di concertista internazionale è senza sosta. A Siena ha esposto nel 2015 all’inner room.

MASBEDO, la cui ricerca artistica si delinea in una sintesi di teatro, performance, spazio, architettura e video/cinema, presentano per Sound in Space l’opera video Input. Il video è installato site specific negli spazi del Museo di Santa Maria della Scala. L’opera viene di fatto scomposta: le immagini si vedranno nella sala che ospita le statue originali della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, il suono si ascolterà in concomitanza con la teca che cu- stodisce le “reliquie parlanti” posta in un’altra area del museo. Il sound design dell’opera video, realizzato da Da- vide Tomat e G.U.P. Alcaro, è realizzato traslando e trasformando in traccia sonora due immagini le cui basi affondano su due icone fondamentali della storia del cinema. La prima è il film del 1953 di Ingmar Bergman, Monica il desiderio, nel quale compare il primo sguardo, diretto in camera, della storia del cinema. La seconda è la famosa scena finale di Zabriskie Point (1970), di Michelangelo An- tonioni. Audio e video, suono e immagine si perdono e si ritrovano in un processo di destrutturazione e ricollocazione spaziale.

MASBEDO Nicolò Massazza (Milano 1973) Iacopo Bedogni (Sarzana, 1970) Tra le opere recenti ricordiamo: 2016 – Troubleyn Laboratorium, Antwerp, B(); 2015 – “Die Zauberfloete” di W.A. Mozart per l’Arena di Verona; 2014 – Todestriebe, Fondazione Merz, Torino; 2013 – Ash al Leopold Museum di Vienna per la mostra Clouds. Landscapes from Romanticism to the Present- Gelo, Pinacoteca Nazionale di Bologna; 2012 – svolgono una serie di videoperformance in musei d’arte contemporanea (Centro Luigi Pecci a Prato) e istituzioni (Festival RomaEuropa e Ambasciata d’Italia a Berlino (D) durante la 7. Biennale d’arte). Tra i vari premi conseguiti, si ricorda la Menzione della critiva al 56 International Film Festival di Locarno (CH)

 

 

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