Stazione #2 Risonanze

Via Cerva, 10, 20122 Milano, Italia

a cura di Fabrizio Pizzuto

Risonanze è un progetto espositivo che nel nome stesso lascia risuonare la sua verità, un tintinnio di campana che rimane nell’orecchio, la sensazione di una eco, le onde del mare dopo un sasso gettato, il richiamo delle cose e della loro poesia. Tre opere video mostrano un percorso meditativo, non errabondo, tra le cose e le verità del mondo.
Per verità qui si intende l’acqua, gli alberi, le pietre, le nubi. Il video seduce nella lentezza del poco, della vita sovrappensiero, ricolma di se stessa poiché abbraccia le speranze e i ricordi. L’atmosfera si snoda dilatandosi in tutto il tempo disponibile. I video, però, svelano sempre qualcosa, una magrittiana risorsa (in Rivelazione), un pensiero enigmatico cui l’essenza sfugge (in Chora), una sorta di sovra-reale surrealtà che ha in sé una condensazione di elementi. Completano il lavoro altre due opere. Una “ferita video”, sorta di crepa, dolore del muro che ci porta da Burri a Fontana. Il luogo si apre, si ferisce, e mostra l’epidermide dell’esposizione, forse la sua parte dolorante, sartriana accettazione del vivere. E infine un “gesto sonoro”. Il gesto è una vibrazione, è costituito da suono e risuona con una combinazione di elementi sovrapposti. Qui gli elementi sono speculari: il dentro e il fuori del corpo; le onde del mare e il cuore stesso. Il cuore è la città dentro cui le cose risuonano in emozione, dal quale partono le onde e tutto si dilata. Sorta di astratta candela del Buddha di Nam Jun Paik. Cuore che significa sono vivo.

Artista